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Storia ematologia pavese

La storia dell'ematologia di Pavia inizia con la figura del Prof. Adolfo Ferrata, riconosciuto come il padre dell’ematologia in Italia. La storia ha in realtà inizio addirittura nella seconda metà dell’Ottocento con gli studi di Giulio Bizzozero sulle cellule del sangue, in particolare sulle piastrine e sui megacariociti, che descrive per la prima volta nel 1869, e successivamente di Camillo Golgi, insignito nel 1906 del premio Nobel per la Medicina.

Nel 1912, Ferrata pubblica - Morfologia del sangue normale e patologico – un testo che di fatto rappresenta la nascita dell’ematologia italiana. Nel gennaio 1920 fonda Haematologica, ancor’oggi Organo Ufficiale della Società Italiana di Ematologia (SIE) e della Società Italiana di Ematologia Sperimentale (SIES), con sede a Pavia e sostenuto dalla Fondazione Ferrata Storti. La rivista nasce sotto i migliori auspici, infatti il primo articolo fu firmato da Camillo Golgi. Nel giugno 1935, Adolfo Ferrata presiede a Pavia la prima riunione della Società Italiana di Ematologia, sancendo la nascita ufficiale della disciplina a livello nazionale. Dopo la scomparsa di Adolfo Ferrata nel 1946, la sua eredità è raccolta dal Prof. Edoardo Storti, i cui studi sulla leucemia acuta e sul linfoma di Hodgkin rappresentano contributi straordinari all’avanzamento della conoscenza e al prestigio della scuola ematologica pavese.